
Si, sono malato. Mi piace il gore, lo splatter. A chi non piace? Ormai lo splatter e’ la ciliegina sulla torta di qualsiasi film, d’azione, thriller o horror. Anche un action movie, di questi tempi, con un paio di inseguimenti e una sparatoria deve avere un pò di splatter: in effetti se ci pensiamo un colpo di pistola non può non far schizzare del sangue, come una bella pugnalata nel punto giusto non può non far scorrere un po’ liquido rosso..
Tutto questo per dire che lo splatter è cosa pubblica, come gli zombie, che ormai sono ovunque, anche su Fox tv per il secondo anno di seguito. C’è chi ha fatto dello splatter il suo marchio di fabbrica, chi lo ha messo al centro e intorno ci ha fatto gravitare tutto, questo è TOM SIX, nel suo ultimo THE HUMAN CENTIPEDE 2.
Il film è un pugno in faccia. È un fottuto pugno in faccia. Piaccia o non piaccia da uno scossone, non lascia indifferente. A livello tecnico è un buon prodotto, girato in bianco e nero (toni del grigio) per far risaltare ancora di più lo sporco, il sangue, il marcio.
La sceneggiatura presenta dei buchi neri enormi, i conti molte volte non tornano, ma chissà come mai, non ci si chiede il perchè di queste mancanze..quello che rimane in testa è la passione per il gore, per lo schifo, per il rigurgito, per lo sporco, che ha avuto questo regista nel girare la pellicola.
Mossa azzeccatissima è stata la scelta del protagonista, Martyn infatti è interpretato da un personaggio strano, piccolo e rotondo, sembra un orsetto, una caricatura del muppets show, un winnie the pooh che però non ama il miele, ma vuole a tutti i costi ricostruire il centipiede umano, lo stesso centipiede che aveva provato a fare il simpatico dott. Heider nel primo episodio.
The human centipede 2 è una cosa strana, non si riesce effettivamente a qualificarla: torture porn? Si, ma anche no..Di sicuro è una cosa che ha spostato in là il limite del “guardabile”. Ma, passata la soglia del limite cosa rimane?
La voglia di rivederlo ancora.

Ci sono film che non ci sono (per dirla come la direbbe Macio Capatonda) o meglio, ci sono film che in Italia non escono. Il motivo? Boh…sarà che siamo un paese di cialtroni, governato da cialtroni, o più semplicemente perché certe pellicole sono ‘rischiose’ per il non già troppo redditizio mercato italiano.
In effetti, di film sui mostri (Monsters, appunto) se ne sono visti abbastanza ultimamente, ma, o portavano la firma di qualche nome illustro ( come J.J. Abrams per Cloverfield), oppure erano della patacche colossali (devo ancora sentire uno che mi parli bene di Skyline). Solo un film riuscì nel connubio azione-mostri-fantascienza raccontando la difficile convivenza tra alieni e umani, e fu quella bomba di Distric 9. Monstres si rifà molto (forse troppo?) a Distric 9 appunto, ma dietro non c’è un nome grosso come Peter Jackson (che finanziò il progetto), ma un regista alla prima esperienza, tale Gareth Edwards, che si è occupato, oltre che della sceneggiatura, anche della regia, degli effetti speciali, della fotografia e, in parte, del montaggio, aiutandosi con il limitato fondo finanziario offertogli dalla Vertigo Film.
Il film spiega che sei anni fa, una sonda della NASA di ritorno sulla Terra con campioni di forme di vita aliena precipitò in America Centrale. Presto, nuove forme di vita presero a svilupparsi nella zona, e da allora metà dell’attuale Messico è stato messo in quarantena come zona infetta. Ancora oggi americani e messicani lottano contro mostruose creature che cercano di uscire dall’area. In questa realtà si intrecciano le storie dei due protagonisti del film, un reporter e la figlia del suo datore di lavoro, che saranno costretti ad attraversare la zona infetta per tornare in America. Certo, La trama non offre nulla di nuovo , ma allora dove sta la bellezza di questo film?
In tutto quello che ci ruota attorno. Da come si sviluppa il rapporto tra i due protagonisti (a mio avviso, veramente bravi), che sono il vero fulcro del film, al discorso di convivenza e di accettazione del diverso o di quello che comunque non riusciamo a concepire (i mostri sono enormi, e simili a gigantesche piovre). Soprattutto è il realismo con cui viene gestito il tutto che rende questa pellicola particolare. La dove Distric 9 (che alla fine diventava assimilabile a un videogioco) e Cloverfield (che nella volontà di mostrare tutto, troppo, si smarriva) si perdevano, Monsters ha invece il suo punto di forza. Tutto sembra molto plausibile, niente scontri mirabolanti o imprese eroiche, ma reazioni umane di fronte a ciò che non si riesce a controllare. Una regia impeccabile, con riprese che danno largo spazio agli attori e pochi dialoghi, senza la necessità di dover per forza spiegare tutto.
Monster, a mio avviso, è un piccolo capolavoro che ci dimostra quanto ciò che non riusciamo a capire ci spaventi, solo perché lo osserviamo da distante. Da vicino, forse, neanche i mostri fanno più tanta paura.

recensione by REY.
Come fare in modo che la gente si interessi al tuo film?
O realizzi un capolavoro, o crei una cosa talmente disgustosa da fare in modo che tutti ne parlino.
The Human Centipede non è sicuramente la prima soluzione, ma bensì la seconda.
Spesso nel genere horror il tram-tram mediatico (da una vita che volevo usare questa terminologia!!) ha portato agli onori della cronaca (e due! anche questo non ero mai riuscito a usarlo) pellicole più o meno riuscite, vedi Hostel o Paranormal Activity, alimentate dalla ricerca spasmodica dei cultori del genere e dalla grandissima visibilità che offre internet, permettendo a molti prodotti, qualitativamente scarsi, di diventare dei ‘capolavori’. The Human Centipede rientra, in un certo senso, in questa categoria. Dopo aver fatto parlare tantissimo di se su internet e nelle riviste specializzate, è diventato col tempo il film che ‘devi assolutamente vedere!’ tanto da generare un seguito.
Ma perché tanto interesse intorno a questa pellicola?
Essenzialmente per l’idea (malata) che sta alla base del film: un chirurgo di fama mondiale, specializzato nella separazione di gemelli siamesi, vuole realizzare un centipede umano (chi non ha sti sogni?) collegando tre persone assieme (come se un ginecologo a forza di lavorare, diventasse gay) con un unico intestino (e come altrimenti?). Il tutto viene (ovviamente) realizzato nella sua sperduta villa in Germania, con tanto di laboratorio segreto e ignare turiste americane. Prima che ve lo chiediate, si tratta di collegare bocca-culo-culo-bocca tre persone. Insomma l’idea disgustosa c’è, si può realizzare anche con pochi soldi, ma che cosa manca? Diciamo un po’ tutto il resto.
Il film di per sé non è fatto male, è girato bene (alcune sequenze sono molto intriganti ed eleganti ,all’interno del contesto del genere, ovviamente), l’attore che da vita al medico è fantastico (la sua interpretazione nevrotica e maniacale del personaggio da spessore ad una figura altrimenti piatta e banale), ma purtroppo il resto (gli altri attori, la trama e le soluzioni finali) non danno la giusta verve ad una pellicola che, per quanto originale nella sua idea, finisce all’interno dei cliché stessi del genere horror. Il film cerca di sterzare sul grottesco, e ci riesce anche bene (con una trama del genere!), salvo poi rientrare in careggiata e tornare a prendersi troppo sul serio.
Ai cultori dei film horror potrà anche piacere, gli altri (quelli che conoscono solo l’horror-made-in-hollywood) possono anche evitalo. Sta di fatto che Tom Six, alla sua prima prova, riesce nell’intento: quello di disgustare!
RECENSIONE BY REY

I pubblicitari stanno impazzendo, anzi, sono gia impazziti da un bel po..ultimamente ho visto gli spot più assurdi, e la maggior parte legati al mondo femminile: Dal mitico “scusate il ritardo, ma avevo un fastidioso prurito intimo” al “ciao, vado a cambiarmi lo slip”…
La cosa divertente però è che dando un occhio veloce a google ho trovato un simpatico sito sul mondo degli spot, fatto dagli stessi professionisti o agenzie che lavorano in questo campo. Gli spot vengono analizzati in modo professionale, recensendo le ultime messe in onda.
p.s.
Ma se io avessi del prurito intimo, farei tardi ad un appuntamento?

questo è il sito:
http://www.spotandweb.it/news/5171/in-tv-il-nuovo-spot-lines-intervallo.html
IL CINEMA E’ MAGIA!!
ma nessuno si è accorto che quello non è il seno di Lindsay lohan?!
comunque machete resta uno dei film più cialtroni della storia. Non riesco a capire Robert Rodriguez, ha sempre tenuto un livello alto nei suoi film, non so perchè si sia “infognato” con Predators.